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Papua Nuova Guinea

Lungo il fiume

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All'inizio ero un po' dubbioso pensando di affrontare questo viaggio, per vari motivi. Avevo letto varie recensioni su internet molto discordanti tra loro. C'era chi ne parlava bene ed era rimasto entusiasta dell'esperienza fatta e allo stesso tempo chi era molto critico su quanto trovato una volta raggiunto il paese. Solitamente sono una persona che non si fa influenzare facilmente e ho quindi preso diverse informazioni prima di decidere cosa fare, anche perché il viaggio aveva comunque un costo elevato essendo dall'altra parte del mondo e pensando di restare in visita circa una settimana.

L'arrivo è stato complicato, nel senso che per arrivare nella cittadina di Pagwi ho dovuto percorrere un lungo tragitto di quella che loro chiamano autostrada che in realtà è strada sterrata, altro che il nostro bell'asfalto. Se si visita la Papua Nuova Guinea bisogna aver ben chiare due cose: scordarsi le comodità ed essere pronti a spendere, perché non è assolutamente un paese economico e il costo della vita è molto alto. Durante il viaggio almeno ho potuto interagire con la mia guida, prenotata in precedenza via internet, che mi ha raccontato qualche particolarità del posto. Ad esempio qui è molto diffusa l'abitudine di masticare il bètel, un miscuglio di foglie di una pianta chiamata piper betle e noce di arena, che ha un piccolo effetto stimolante ed aumenta la salivazione, dando alla bocca un colore rossastro. Questo miscuglio viene poi sputato dopo una ventina di minuti e infatti nei villaggi si può notare spesso muri o strade sporche di rosso. Un bello schifo!

A Pagwi ci stava aspettando la nostra imbarcazione, lunga e affusolata tipo canoa, con la prua a forma di testa di alligatore (particolarissima!). Qui ho fatto la conoscenza anche della persona che avrebbe governato la barca e tutti insieme siamo partiti lungo il fiume Sepik, che percorre il paese per oltre mille chilometri. E' importante scegliere una guida del posto perché in certi villaggi che ho visitato lungo il fiume non fanno entrare se non ti conoscono, mentre io non ho avuto problemi visto che la mia era addirittura nativa di uno di questi. Forse è quindi anche per questo che sono stati tutti gentili con me, ma forse è anche per il fatto che pagavo io ogni cosa: prima di partire ho dovuto comprare il cibo sufficiente per i giorni che ho passato sul fiume, nei vari villaggi, sia per me che per i miei due accompagnatori ed ovviamente andando ospite nei vari villaggi ho sempre lasciato qualcosa anche a chi mi ha ospitato in casa propria. Casa: Una palafitta di legno ammuffito in cui appoggiavo il mio sacco a pelo... Ma questo era quello che potevano offrirmi e quello ho preso, insieme ad un modo di vivere totalmente opposto al solito ed ad una grande vitalità!

Buon (lungo) viaggio a tutti!
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