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vacanze
America Centrale, Nicaragua

Surf sul vulcano

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Il motivo che mi ha spinto a scegliere il Nicaragua come meta di viaggio è buffo da raccontare.

Era una domenica mattina, camminavo in centro nella mia città, quando nella vetrina di una libreria (ci sarò passato mille volte!) con la coda dell’occhio ho visto un libro con una forma strana, per bambini, raffigurante un vulcano. Non so spiegarmi il motivo, ma mi ha incuriosito, tanto che, una volta tornato a casa, mi sono documentato un po’ sul paese in cui era presente quel vulcano. Il giorno dopo avevo prenotato un volo per il Nicaragua! Così è iniziato il tutto, tra curiosità e imprevedibilità.

Prima tappa: Leon. Avevo letto che da qui partiva un pulmino che mi avrebbe portato al vulcano Cerro Negro, per una “calda” esperienza. Il viaggio non è durato molto, anche se non è stato confortevole visto che saremmo stati il doppio di persone rispetto alla capienza tollerata e tutto ciò mi ha fatto sembrare il tragitto più lungo di quel che in realtà è stato. La camminata per salire sul vulcano è durata all’incirca un’ora, non è stata particolarmente impegnativa, ma è stato necessario fare attenzione a dove si mettessero i piedi a causa del terreno roccioso: in caso di caduta sulle ginocchia sarebbero stati dolori, ed io ero anche con i pantaloni corti… Il paesaggio era molto bello, ai lati si scorgevano verdi pianure e in lontananza il grande oceano.

La parte più divertente però ha riguardato la discesa: avete mai sentito parlare del vulcano boarding? E’ tipo il surf, ma su un vulcano! Spettacolo! Ho appoggiato la mia tavola a terra, perché ognuno deve portare in spalla la propria durante la salita, mi sono messo una tuta di protezione, la chiamano così, ma ho i miei dubbi serva a molto in caso di bisogno, e giù per il vulcano. La cenere era abbondante quindi effettivamente è stato simile alla neve in montagna, anche se ovviamente ci si sporca di più. La discesa è stata tutt’altro che semplice, soprattutto per chi come me non ha mai imparato a sciare: per più di metà percorso sono stato quasi sempre a spazzaneve! E quando stavo iniziando a prenderci la mano, la discesa è finita… Vulcano troppo basso!

La sera stessa ho cenato in un ristorantino molto carino, da quel che ho capito gestito da una famiglia del posto, con il padre in cucina ed i figli a servire ai tavoli. Molto cortesi, mi hanno portato il menù, e come ordinazione ho chiesto di poter avere un assaggio dei principali piatti tipici: avevo voglia di sperimentare! Sapevo che il Nicaragua aveva la migliore birra dell’America Centrale, “La Victoria” e “Toña”, e il miglior rum, “Flor de Caña” e “Ron Plata”, che però non ho chiesto. Ho cenato quindi con un assaggio di “gallo pinto”, a base di riso e fagioli, e con il “bajo”, un misto di manzo e banane acerbe e mature: non male!
Nicaragua, mi sa che tornerò a trovarti!
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