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vacanze
Turchia, Istanbul

Partendo da... Aladdin

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Partendo da... Aladdin 1
Partendo da... Aladdin 2
Partendo da... Aladdin 3
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Partendo da... Aladdin 3
Tutti conoscerete Aladdin, io lo scoprii da bambino guardando in videocassetta il cartone della Disney. Un mondo completamente diverso da quello dove vivevo, un mondo che sembrava quasi magico, e nel quale sognavo di andare. Per molti anni ho creduto fosse un luogo inventato, poi crescendo notai che esistevano realmente posti con edifici simili a quelli del cartone e uno di questi era Istanbul. Quindi con il passare degli anni presi quasi l'impegno con me stesso di andare a visitare Istanbul. Successivamente scoprii che in realtà la città del cartone, Agrabah, essendo stato Aladdin ispirato dal film 'Il ladro di Baghdad', doveva essere una città dell'Iraq! Ma ormai l'impegno era preso e dovevo mantenerlo!

Dove iniziare se non dal Gran Bazar? La definirei quasi una città nella città. Solo il Bazar contiene 4000 negozi, o per meglio dire botteghe. La struttura è in pietra, precedentemente in legno è stata rifatta a causa degli incedi che non raramente scoppiavano, e divisa in settori a seconda della merce venduta. Una marea di gente affolla le vie, ed il suono delle voci diventa sempre più rumore man mano che ci si avventura verso l'interno. La parola giusta è proprio avventura: bisogna sempre stare attenti, basta niente per perdersi, e ritrovare la strada potrebbe diventare molto complicato!

Sembra di essere in un mercato enorme, e in effetti è proprio così, dove la parola d'ordine è: contrattare. Ho imparato che i venditori utilizzano prezzi più alti del valore effettivo della merce e che la contrattazione vale tanto quanto il denaro. 
In una bottega vedo un abito caratteristico da comprare, chiedo il costo ed inizia la contrattazione. E qui devo ringraziare me stesso perché da bambino ho letto per anni Topolino, di cui conservo ancora parecchi fumetti, e gli insegnamenti di Zio Paperone si sono rivelati utilissimi. Per loro la contrattazione è come un'arte, e vince chi molla prima il colpo. Certo, loro sono 'professionisti', ma io mi sono difeso bene per essere stata la mia prima esperienza significativa!

Superata la Cevahir Bedesten, la zona più costosa del Gran Bazar, dalla quale mi tengo bene alla larga, dove si vende anche antiquariato per il quale, tra l'altro, io personalmente non comprerei in quanto non saprei riconoscerne l'autenticità, mi fermo sulle terrazze del cortile Iç Cebeci Han, rilassandomi a bere una tazza di buon thè.

Usciti dal Bazar, in soli 15-20 minuti a piedi si arriva alla Moschea Blu, che prende il nome dal colore delle piastrelle poste sulle pareti al suo interno. Stupendi i giochi di luce delle numerose lampade, che si fondono con le varie tonalità di azzurro. L'accesso ai non musulmani è consentito solo quando non vi è il momento della preghiera, le donne sempre con i capelli coperti o con il velo, e rigorosamente tutti senza scarpe, entrando dal cortile dalla parte dell'ippodromo. Fortunatamente avevo le calze!

Molto alto ci sarebbe stato da vedere, sono curioso di leggere le vostre opinioni riguardo questa bellissima città! A presto!
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