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Toscana, Lucca

Un capolavoro da ammirare

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Vado a Lucca spesso, per svago o per dovere, ma nonostante sia piuttosto piccola la lascio sempre con la sensazione di avere ancora molto da vedere. E davvero ogni volta scopro qualcosa di nuovo, sia anche un vicolo nascosto, un negoziante amichevole, un collegamento inaspettato.
Se non l'avete mai vista, non andateci magari durante il Lucca Comics: un evento sicuramente da vedere, ma che forse non consente di gustare appieno la città in sé.

Vi invito, in ogni caso, a cominciare a conoscere Lucca già ora, su una mappa. Un occhio smaliziato saprà capirne parte della storia soltanto guardandone l’andamento delle strade, la toponomastica, la disposizione di quartieri, mura, palazzi, chiese. 

Osserverete un nucleo romano di cardi e decumani il cui centro è l'antico Foro, ora piazza San Michele, con la stupenda chiesa omonima. Ogni volta mi attardo ad ammirarne le colonnine della facciata, ognuna un capolavoro a sé, o a cercare il riflesso del leggendario diamante sulla statua dell'angelo guerriero in cima al frontone. Un'altra piazza, una tra le più conosciute d'Italia, prende nome e struttura dall'Anfiteatro romano e si trova all'interno della seconda cinta, quella medioevale, che correva lungo via del Fosso. Poco oltre, quartieri silenziosi di nobili palazzi e giardini a riempire le spettacolari mura cinquecentesche ancora intatte che dividono la Lucca Drento dalla Lucca Fora e sulle quali è d’obbligo una lunga e pigra passeggiata per meditare sulla storia cittadina. In due oltraggiose righe: Liguri ed Etruschi, Romani, Longobardi, sette secoli di Repubblica, ricchissima e influente, e infine due nobildonne: Elisa Bonaparte prima e Maria Luisa di Borbone poi.

Se non sapete da che parte entrare in città, vi propongo l'indaffarata Porta Santa Maria, dove volendo potete anche affittare una bicicletta: da qui, andando verso l'antica porta dei Borghi, comincia il classico struscio di Lucca, il serpeggiante Fillungo. Accolti dal Cristo del duecentesco mosaico sulla facciata di S. Frediano, ci si concede subito una sosta in piazza Anfiteatro per poi proseguire tra i palazzi gentilizi dalle grandi finestre e le splendide vetrine liberty dei negozi. Adoro i negozi lucchesi: dagli alimentari traboccanti di delizie alle mercerie storiche, dalle botteghe artigiane alle boutique, dalle pasticcerie alle bancarelle di libri antichi, Lucca è una tentazione continua, per tacer di ristoranti e osterie.

La struttura della città, così chiara dall’alto, si perde non appena si comincia a camminare nel labirinto medioevale dei vicoli. E un altro labirinto si ritrova, enigmatico, su un pilastro della facciata del Duomo di S. Martino, altro santo guerriero caro ai longobardi. Nel magnifico interno troverete due simboli della città: il Volto Santo, antichissimo crocifisso dalla storia leggendaria e meta di secoli di pellegrinaggi, e la bellezza senza tempo di Ilaria del Carretto.

Non lontano da qui, il prestigioso Teatro del Giglio e palazzo Ducale, nascosto dietro ai platani di piazza Napoleone (piazza Grande per i lucchesi). La piazza fu voluta da Elisa Bonaparte, dal fratello messa a capo del Principato che seguì alla fine della Repubblica. Ma anziché una statua dell'Imperatore, al centro della piazza si trova una statua di Maria Luisa di Borbone, a testimonianza del corso che prese la Storia dopo Waterloo.

Nonostante la secolarizzazione napoleonica, Lucca è detta la città delle cento chiese: ce n'è praticamente una in ogni isolato. Qui trionfa il Romanico, nelle sue accezioni più aggraziate e preziose.

Tra i campanili spunta anche una ciminiera: lo spicchio sudoccidentale della città è occupato dagli edifici della storica Manifattura dove fino a pochi anni fa si producevano i sigari toscani. Attualmente si sta pensando a un suo recupero; allo stesso modo mi auguro venga presto rivalorizzato anche il chiostro coperto del suggestivo e dimenticato mercato del Carmine, che ho scoperto ahimè soltanto da poco.

Mentre scrivo è ancora incerta invece la riapertura del Caffè di Simo, già frequentato nell'Ottocento da letterati e artisti tra cui Pascoli, Mascagni e soprattutto Puccini, che ritroverete seduto a fumare sotto casa, dalle parti di via San Paolino; l'altro grande musicista lucchese, Boccherini, siede invece in piazza del Suffragio davanti all'importante scuola di musica che porta il suo nome, intento a suonare il violoncello.

Se vi sentite persi, salite i numerosi gradini della torre Guinigi: all'ombra degli ulivi che crescono lassù lasciate perdervi del tutto nell'impagabile panorama della città e della Piana.
 
La Lucca fuori dalle mura è certo più moderna ma ancora elegante, come la teoria di ville Liberty che costeggiano i viali. Anche qui, in maniera tipicamente toscana, l'anima popolana si amalgama con quella nobile e borghese, come nel garrulo quartiere di Borgo Giannotti. Poco oltre, al di là di una periferia molto più umana di quella di tante altre città italiane, l'opulenta, bellissima campagna della Lucchesìa.
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