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Ventimiglia, Capo Mortola

I Giardini botanici Hanbury

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I giardini botanici Hanbury sono collocati sul promontorio di Capo Mortola, in provincia di Ventimiglia. Si tratta di un vero e proprio paradiso che si estende per diciotto ettari, di cui ben nove visitabili. Il particolare microclima garantito dalla presenza del mare e delle montagne ha creato una condizione ideale per l'acclimatarsi di piante provenienti da tutto il mondo. Thomas Hanbury, da cui i giardini prendono il nome, acquistò il podere investendo parte delle enormi fortune ricavate dal commercio di spezie, tè e seta. L'edificio principale in origine era un'antica villa romana, resa moderna dai nobili Lanteri. Desideroso di ricreare per l'adorata moglie Katherine Pease, cagionevole di salute, un piccolo spaccato di mondo che potesse trovarsi sempre a sua disposizione, Hanbury si rivolse al celebre vivaista Charles Huber di Hyères, che mise alle sue dipendenze Ludovico Winter per ideare lo sviluppo architettonico dei giardini in modo che ospitassero meraviglie caratteristiche di tutto il pianeta, che tutt'oggi possiamo ammirare. Oggi, dopo essere stati proprietà dello Stato in seguito a forti danneggiamenti durante la Guerra, i giardini vengono mantenuti grazie all'impegno dell'Università di Genova.

Sul portale di ingresso troviamo un ideogramma cinese impresso dopo il 1879, che significa “felicità”. Subito siamo accolti da una schiera di alberi provenienti da Messico, Sudafrica e Australia. Seguendo le scale, si raggiunge una piccola rotonda dove è situata la magnifica fontana Nirvana, realizzata nel 1872. Proseguendo sul percorso guidato guadagniamo l'area Quattro Stagioni, ove all'ombra di un romantico tempietto riposa Dorothy Simons-Jeune, nuora di Hanbury, che ebbe a cuore i giardini e se ne occupò tutta la vita. Poco distante è possibile ammirare anche la fontana della Sirena, in uno scorcio che non ha nulla da invidiare alle descrizioni dei migliori libri di fiabe. Più a est, è possibile ammirare una vasta collezione di aloe ed un'enorme Yucca Australis del Messico, in fiore a giugno. La scala giunge al termine, convogliando i visitatori verso il centro dei giardini. Si cammina all'ombra di splendidi ulivi, e a settembre è possibile vedere in fiore anche delle Brunsvigia josephinae africane del colore dei rubini. Poco oltre un immenso portale dà accesso al palazzo: sotto il portico di ingresso è visibile un mosaico del 1888 raffigurante Marco Polo. Non si può non notare un'antica campana di bronzo forgiata a Kanda nel 1764, proveniente da un tempio buddhista giapponese, sulla quale è inciso “La campana eterna dell'illustre setta di Shingon”. Il cammino prosegue sotto un lunga pergola con pilastri di pietra sulla quale affacciano fiori e alberi provenienti dalla Cina, dalle isole Salomone, dalle Canarie e dal Vietnam. La pergola termina sul Rondò Vecchio, dal quale si possono ammirare Capo Sant'Ampelio, Ventimiglia, Bordighera e Latte. Immagino che vorreste leggere di più sulla magnificenza della fontana del Drago, sul Giardino dei profumi o sul Mausoleo Moresco, ma non potrei mai privarvi del piacere di investire qualche ora del vostro tempo lontano dalla realtà quotidiana ed ammirare, scoprire tutto con i vostri stessi occhi.

In conclusione, qualche informazione utile: tanto per cominciare, gran parte del percorso non è asfaltato e in alcune zone c'è ghiaia, quindi consiglio scarpe chiuse e comode. Sconsiglio di visitare i giardini in condizione di maltempo, perché per ragioni di sicurezza potrebbero essere chiusi o il percorso potrebbe risultare limitato. Dalla parte opposta rispetto all'ingresso, vicino al mare, è presente un'area ristoro dove è possibile acquistare cibo e bevande e sedersi ai tavolini per riposare. L'ingresso ai giardini è precluso a tutti gli animali da compagnia (ad eccezione dei cani guida per ipovedenti) e gli edifici collocati sul territorio non sono liberamente visitabili. È presente un percorso alternativo rispetto al principale per garantire la piena godibilità del parco anche agli affetti da disabilità. È possibile prelevare campioni dalle collezioni botaniche solo dietro preventiva autorizzazione del direttore, per comprovati motivi didattici e mai a scopo commerciale. I souvenir sono acquistabili in biglietteria.

Quest'anno è proprio l'ideale per visitare i giardini Hanbury: in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dall'apertura, a partire dal sei marzo saranno organizzate mostre, visite guidate, concerti e conferenze. L'apice del divertimento è garantito, tuttavia, per il sei maggio! Non mancate!
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