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Svizzera, St. Gallen

Antica città del sapere

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San Gallo, capitale dell'omonimo cantone nell'est della Svizzera, è una bellissima città in cui ancora oggi possiamo respirare storia e cultura. Situata in posizione strategica, vicina a Germania, Austria e Principato del Liechtenstein, questa città di circa 70'000 abitanti è ricchissima di testimonianze del suo importante passato.

Il meraviglioso centro storico è chiuso al traffico e questo consente di poter passeggiare tranquillamente nel cuore della città potendo ammirare le tante opere d'arte che lo rendono così piacevole.
La scoperta della città dovrebbe iniziare dal complesso dell'area abbaziale, che per la sua importanza fa parte del Patrimonio dell'Unesco dal 1983. Del complesso fanno parte sia la cattedrale che la biblioteca. La cattedrale che vediamo oggi venne costruita nel 18° secolo per sostituire la precedente chiesa del convento benedettino. Si tratta di uno splendido esempio di edificio tardo-barocco, il cui interno è arricchito da affreschi barocchi e stucchi rococò. I due campanili che affiancano la facciata principale conferiscono slancio alla cattedrale alla quale, stranamente, non si accede dalla facciata principale ma da due porte situate nel lato nord.

Poco distante dalla cattedrale si trova la biblioteca, il simbolo più importante della città assieme alla cattedrale stessa. Le origini della biblioteca risalgono a tanto tempo fa, precisamente al 747, quando il monaco benedettino Otmaro ripristinò un antico convento caduto in rovina e adottò la regola benedettina. La regola benedettina, prevedeva lo studio contemplativo dei libri e per questa ragione venne creata la biblioteca, una delle più antiche e belle dell'intero pianeta. L'attuale spazio nel quale sorge la biblioteca venne creato nella seconda metà del 18° secolo ed oltre all'immenso patrimonio di sapere che contiene, è considerata uno dei più significativi esempi di arte barocca svizzera. Per chi come me ama i libri, trovarsi in un luogo del genere, è un'esperienza quasi commovente. La biblioteca contiene oltre 170'000 libri e oltre 2'000 manoscritti i cui temi variano da quelli biblici, alla medicina, alle regole monastiche, fino alla filosofia e alla matematica. Vista la loro importanza e fragilità, sebbene i manoscritti possono essere visionati dai ricercatori, il pubblico può ammirarne alcuni durante le esposizioni tematiche che si svolgono nel corso dell'anno.

Dopo essere stati immersi in tanto sapere, una passeggiata all'aria aperta ci permette di ammirare una bella particolarità del centro storico di San Gallo, ovvero i bovindi, qui conosciuti con il termine Erker, ovvero le finestre sporgenti riccamente decorate con figure in legno che narrano le vicende di successo dei ricchi commercianti in tessuti delle città. Molti di questi bovindi hanno nomi curiosi, come “bovindo del cammello” o “bovindo del pellicano”.  Nel centro storico di San Gallo se ne trovano ben 111, ragione per la quale San Gallo viene definita la città dei bovindi. Insomma ce ne sono abbastanza per camminare con il naso all'insù per un bel pezzo! La maggior parte è comunque concentrata nelle Marktgasse, Schmiedgasse, Spisergasse e Kugelgasse.

Abbiamo visto che i bovindi narrano le storie di successo dei commercianti di tessuti della città e in effetti una delle ragioni del forte sviluppo nel corso dei secoli passati della città di San Gallo si deve proprio all'industria tessile. Lo sviluppo di questa fiorente industria si ebbe già a partire dal 15° secolo e si manifestò in particolare con la creazione dei famosi pizzi che ancora oggi sono conosciuti con il nome della città.  Non poteva dunque mancare un museo tessile, che non si limita alla storia dell'industria a San Gallo ma che va ben oltre. Si possono così ammirare reperti tessili provenienti nientemeno che da reperti archeologici dell'Antico Egitto o ricami storici del 14° secolo, oltre a tessuti e costumi storici.

Camminando nel centro storico ammirando i bovindi forse li avrete visti: mi riferisco agli “Erst Stock Beizli”, ovvero le tradizionali “taverne del primo piano”. Eh si, perchè l'entrata di questi tipici ristoranti del centro storico non si trova al piano strada, bensì al primo piano di case private. Un'esperienza assolutamente da provare, così come le famose salsicce sangallesi, da gustare rigorosamente senza senape, come vuole la tradizione locale. Gli amanti dei dolci potranno fare scorte di “Biberli”, biscotti ripieni di mandorle decorati con una deliziosa pasta al miele, talmente buoni che la loro fama ha superato i confini di San Gallo e fanno parte del patrimonio culinario svizzero.
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