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Somerset, Glastonbury

Alla ricerca di Re Artù e del Santo Graal

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La curiosità che fin da bambina nutro per i luoghi misteriosi mi ha condotta fino a Glastonbury, discussa cittadina immersa nel Somerset che attira tanto appassionati di neopaganesimo e new age quanto amanti della letteratura inglese classica. Glastonbury viene identificata da parte degli studiosi con l'antica corte di Avalon, e quindi collegata al mito di re Artù. Il Somerset fu conquistato dai Sassoni intorno al settimo secolo, e fu il sovrano Ine del Wessex a dare ordine di iniziare a edificare l'abbazia, allora solo una piccola chiesa di pietra della quale si possono trovare tracce nell'attuale navata.

Quando nel decimo secolo l'abate di Glastonbury fu nominato arcivescovo di Canterbury, l'edificio venne espanso. Nel 1066 i Normanni conquistarono la zona, e apportarono splendide modifiche strutturali fino a rendere quella di Glastonbury, nel censimento di vent'anni dopo, la più ricca e magnifica abbazia d'Inghilterra. Nell'incendio del 1184 si perse gran parte dello stabile, ma in occasione dei lavori di ricostruzione si dice che siano stati trovati i corpi sepolti di re Artù e della sua regina Ginevra. Pare che quindi, nel 1278, terminati i lavori e riconsacrato il terreno, re Edward I abbia fatto interrare nuovamente gli antichi sovrani in una bara di marmo nero.

Il parco che circonda la cattedrale è piuttosto ampio, verde e quieto. Se si visita la zona da marzo a ottobre è possibile incontrare delle guide in costume medievale pronte a rivelare curiosi aneddoti. Particolare attenzione va dedicata alle piante di biancospino, che crescono da Wearyall hill alla cattedrale. Secondo la leggenda, quando Giuseppe di Arimatea e i suoi discepoli raggiunsero peregrinando il colle, lì Giuseppe piantò il suo bastone da viaggio nel terreno ed esso fiorì tramutandosi in un biancospino. Sebbene le piante siano state estirpate quando nel 1530 venne ordinato di sciogliere i monasteri, fin da allora le piantine continuarono a ricrescere e a fiorire due volte all'anno, a Pasqua e a Natale. In quelle occasioni, fin dal diciassettesimo secolo, Glastonbury ne invia qualche ramo fiorito alla regina in carica.

Ciò che salta più all'occhio è l'altissima Glastonbury Tor, una torre in cima alla quale si trova un luogo di culto dedicato a San Michele. Sotto la torre, invece, si dice si trovi un accesso al reame sotterraneo di Gwynn ap Nud, parte della mitologia celtica. Si pensa che in antichità il rialzo sul quale si trova la torre fosse circondato d'acqua, il che avallerebbe la tesi secondo la quale Glastonbury Tor nasconderebbe un accesso all'antica Avalon, dove re Artù scomparve, affidato alle mani della fata Morgana per curare le ferite infertegli in occasione della sua ultima epica battaglia.

Fra Glastonbury Tor e la città di Glastonbury sorge la collina di Chalice, considerata la più sacra, quella dove sarebbe celato nientemeno che il santo Graal. L'attrazione di questo luogo è uno splendido pozzo coperto, che scompare in antica pietra medievale, il cui coperchio è decorato finemente con un motivo in ferro battuto che riprende la mistica foggia della vesica pisces. L'acqua che il pozzo custodisce, e che fuoriesce più a valle da una fontana con testa di leone, è rosso acceso a causa delle componenti del terreno, il che può aver suggerito un'identificazione con il sangue di Cristo che il Graal avrebbe raccolto.

Sebbene il complesso monastico sia oggi in rovina, i luoghi da visitare per abbandonarsi ai propri pensieri sono molti in questa terra. Visitare Glastonbury non richiede molto tempo, quindi, se dovesse capitarvi di recarvi in Inghilterra per un soggiorno breve, potete considerare questa tappa come ideale per una breve ma meravigliosa esperienza.
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