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Piemonte, Candelo

Alla scoperta del ricetto e delle tradizioni del suo borgo

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Avete mai sentito parlare di un borghetto in provincia di Biella, chiamato Candelo? Dovreste, dal momento che è considerato uno dei dieci borghi più belli d'Italia!
Attrazione principale di Candelo è un ricetto, una struttura di origine medievale tipica del Piemonte e dell'Europa Centrale che veniva utilizzata per custodire al sicuro i beni alimentari del signore locale – come i vini, i raccolti e i formaggi. L'edificio era sempre fortificato, in modo da poter ospitare gli abitanti del borgo in caso di attacco dall'esterno.

Il ricetto di Candelo è uno degli esemplari meglio conservati attualmente esistenti, e anche solo per questo val bene una visita! Dalla sommità della torre che svetta sulla cinta muraria è possibile riempirsi gli occhi con il panorama della riserva naturale delle Baragge e la vista delle Prealpi biellesi, splendide in ogni stagione. Tutto intorno al ricetto sorgono piccole case, in numero di circa duecento, in pietra grigia e arancione. Tracce della prima edificazione risalgono a prima dell'anno Mille. Quasi tutte le abitazioni appartengono a privati, con poche eccezioni, all'interno delle quali sono state allestite botteghe d'arte (dipinti su seta, liuterie e molto altro), sale esposizioni direttamente collegate al museo locale e sale per cerimonie.

Il borgo, per le sue peculiari caratteristiche e per lo stato di conservazione, è stato sede di riprese per molteplici pellicole fra le quali La freccia nera, I promessi sposi e Dracula 3D. Candelo è famosa anche per la qualità dei suoi vini – che si possono acquistare e assaggiare nelle numerose cantine – e per la cucina locale. Potrete gustare ottimi e semplici piatti piemontesi presso il ristorante Lacorteaperta: assicuratevi di assaggiare la paletta candelese (un salume suino) e i dolci “crocanti del Ciavarin”. Questi ultimi sono nati proprio nei pressi del ricetto di Candelo, a fine Ottocento, e prendono il nome dal pasticcere che li inventò, il quale alternava la propria passione per i dolci con la professione di fabbro (dal quale “ciavarin”, ovvero fabbricante di chiavi).

Il borgo si presta bene ad essere visitato in occasione di uno dei numerosi eventi folkloristici che lo vedono protagonista nel corso dell'anno (come il Carnevale, con la parata dei cavalieri), ma la sua intrinseca bellezza antica lo rende piacevole anche quando non è vestito a festa. A pochi minuti d'auto da Candelo si trova il santuario di Oropa, la cui costruzione risale al quarto secolo, dove è possibile bearsi dello splendido contesto naturale in cui la struttura è inserita ed ammirare la celebre statua della Madonna Nera; oltre alle dodici cappelle costruite fra il Seicento e il Settecento sul Monte Sacro, dedicate al culto della Vergine Maria.

Qualche consiglio pratico: trovare parcheggio dentro il borgo è abbastanza difficile, quindi consiglio di lasciare la macchina all'esterno e godersi la passeggiata tra le sue rues. In alternativa, potete raggiungere Candelo direttamente e facilmente in treno – sono circa 80 km da Torino. La pietra che lastrica le mura e buona parte delle strade non è agevole da calpestare con scarpe eleganti o da tennis a suola piatta e morbida, consiglio scarponcini comodi con suola dura. A causa della pavimentazione, la visita a persone affette da disabilità con necessità di carrozzina sebbene possibile potrebbe essere poco agevole (a causa dei sobbalzi costanti che le ruote dovrebbero ammortizzare) – stessa indicazione voglio fornire a chi volesse fare questo viaggio con bambini piccoli, cui consiglio decisamente di attrezzarsi con zainetti porta enfant! Il 10, l'11 e il 12 agosto Candelo festeggerà il proprio patrono, quale occasione migliore per organizzare una piacevole escursione?
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