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Lombardia, Morimondo

Segreti e misteri nel circondario della metropoli

Segreti e misteri nel circondario della metropoli 0
Segreti e misteri nel circondario della metropoli 1
Segreti e misteri nel circondario della metropoli 2
Segreti e misteri nel circondario della metropoli 3
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Segreti e misteri nel circondario della metropoli 2
Segreti e misteri nel circondario della metropoli 3
Una città antica, dove ancora oggi respiriamo aria di storia. Morimondo venne fondata da Gualcherio, l'abate di Mormond, in Borgogna, e dal manipolo di monaci cistercensi in viaggio con lui intorno al 1130. Federico Barbarossa rese forte l'abbazia con donazioni e privilegi che le concesse in quanto imparentato a uno degli abati di Mormond.

Sembra che anche le vicende dei Templari abbiano toccato questo luogo sacro, anche se la vrità è avvolta dal mistero, considerato che sia i cistercensi che i Templari avevano in comune la sfaccettata figura di Bernardo di Chiaravalle. Cinquecento anni dopo Carlo Borromeo trasferì gran parte dei beni dell'abbazia all'Ospedale Maggiore di Milano e trecento anni dopo, con l'arrivo di Napoleone, Morimondo venne abbandonata. Bisogna aspettare gli anni '50 del '900 perchè Ildefonso Shuster, cardinale di Milano, convochi i Padri Oblati a rifondare l'abbazia. Nell'ottantadue, le stanze dei monaci erano abitate da numerose famiglie e le volte erano state murate per diventare depositi e magazzini. Le cantine erano adibite a stalle e all'interno dell'abbazia c'era perfino un forno. Chiaramente, le condizioni della struttura erano disastrose quando nel 1991 i Servi del Cuore Immacolato di Maria presero il posto dei Padri Oblati.

Grazie all'impegno di tutta la comunità, oggi l'abbazia di Morimondo è tornata ad essere un luogo di culto splendido. Parliamo un po' della struttura: in accordo con i valori rispettati dall'ordine cistercense, Morimondo è essenziale, spoglia, eppure resta accogliente, invita a raccogliersi nei propri pensieri in serenità. Ciò che mi ha colpita subito sono i numerosi “errori voluti” presenti nella chiesa: i capitelli sono tutti diversi, gli archi sono asimmetrici e le volte non sono centrate e sono più alte di quelle di ogni altra abbazia lombarda. Il messaggio per il monaco era un promemoria della ricerca di perfezione, per avvicinarsi a quella assoluta di Dio. Nel chiostro c'è una fontana che rappresenta la vita, mentre i quattro lati del chiostro rappresentano le virtù del monaco: disprezzo del proprio ego, disprezzo delle cose del mondo, amore per il prossimo, amore per Dio. Sembra proprio un luogo fatto per separare dalle distrazioni del mondo, e in certa misura devo dire che assolve bene al suo compito.

A Morimondo viene riconosciuto un notevole valore esoterico legato principalmente al culto dell'Apocalisse. Nascosti nei fregi, nelle fontane di paese, ricorrono molto spesso ossa e teschi. Sono rimasta particolarmente impressionata dal cippo situato nel cimitero dei monaci, che reca la scritta “Qui il mondo muore. Qui il mondo risorge. Ottobre 1134- Ottobre 2000”. Lungo le pareti di mattoni e sull'orologio è possibile rinvenire simboli mistici come diversi tipi di croce e fiori della vita. Tra le figure che decorano l'acquasantiera c'è anche quello che sembra un volto animale e un viso che mi ha ricordato alcune raffigurazioni del dio greco Eolo. Nascoste nella navata centrale, sul pavimento, ci sono piccole maniglie di ferro che fanno pensare che ci sia qualcosa nascosto sotto il pavimento. Tuttavia, c'è chi non riconduce alcun monito al nome “Mori-mondo” bensì ne fa un'analisi e, dizionario alla mano, lo riconduce al significato francese del nome dell'abbazia madre, ossia “montagna sul lago”.

Per ogni viaggio si possono raccontare mille storie e avere altrettante impressioni discordanti. Quella a Morimondo è una gita che non porta via più di una giornata, oltretutto è consigliata agli amanti della bicicletta, siccome la campagna circostante la città è percorribilissima da Milano.
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