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Groenlandia

La calotta polare

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La calotta polare 1
La calotta polare 2
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La calotta polare 2
Ho sorvolato parecchie volte quelle enormi distese di ghiaccio durante i miei voli verso gli Stati Uniti e ci ho sempre visto un qualcosa di misterioso nella Groenlandia: come si può vivere in un paese che non ha nulla da offrire? Dopo il mio viaggio non ho cambiato idea, ma ho potuto constatare con i miei occhi il loro modo di vivere, assolutamente non facile, ma al quale si sono adattati bene trovando il giusto equilibrio.

Tre cose sono state fondamentali: crema solare, spray e retina antizanzare. Sembra una banalità, ma visitando il paese in Agosto, il giorno dura molto di più rispetto a come siamo abituati e c’è luce fino verso le 24. Le zanzare inoltre sono veri e propri killer, puntano direttamente gli occhi, per questo serve la retina da mettere sopra o sotto il cappello. Con loro lo spray non basta…

Gli inuit sono una popolazione abbastanza riservata, ma molto gentile. Molti alberghi e supermercati sono gestiti da danesi, ma solo gli inuit conducono le imbarcazioni in quanto solo loro hanno l’esperienza necessaria per muoversi tra i ghiacci, prestando attenzione in modo particolare alle parti sommerse degli iceberg vaganti.
Kangerlussuaq è stata la prima meta, essendo la città più comoda da cui partire per una visita alla calotta polare.

Prima della mia escursione, sono stato in un ristorantino tipico, desideroso di provare le specialità: menù incomprensibile, mi sono fatto un po’ spiegare gli ingredienti con cui venivano preparati i cibi. Tutti naturali, per carità, ma quando ho associato nomi e “parti del corpo” mi era passata la fame… Come si fa ad attirare clienti proponendo cibi come cervello di tricheco? No, non me la sono sentita, sono quindi rimasto sul tradizionale groenlandese scegliendo carne di balena, che qui non è illegale. Ho assaggiato un piatto tipico e sono stato contento, ma non ho apprezzato molto il gusto.

Il viaggio in pullman verso la calotta polare è durato circa un’ora e mezza ed è stato il primo vero approccio con il paesaggio ghiacciato della Groenlandia. La sensazione che si prova una volta arrivati è strana, o almeno, lo è stata per me. Un paesaggio tutto uguale per chilometri, a perdita d’occhio. Solo ghiaccio intorno, ed un silenzio come non avevo mai provato. Ho pensato subito che perdersi sarebbe stata l’ultima cosa da fare in un posto del genere, ed io sono sempre stato attaccato alla guida, psicologicamente influenzato da quel pensiero. Tra l’altro lì la bussola era fortemente influenzata dal polo magnetico e spesso il nord che segnalava non corrispondeva a quello geografico, quindi in certi casi la cartina può essere molto più utile. La scarpinata è durata un’oretta e ho avuto la soddisfazione di aver provato anche una camminata sul ghiaccio, in Groenlandia.

Sfortunatamente non ho visto nessuna balena in questo mio viaggio, ed è per questo che credo proprio ci ritornerò!

Ciao a tutti!
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