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Iran

Dalla sabbia al giardino

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Ammetto di aver avuto qualche remora prima di intraprendere questo viaggio. Come spesso accade le informazioni che ci arrivano dai media non sono attendibili ed io avevo timore potessi incorrere in qualche problema di natura civile e culturale, viaggiando con mia moglie. Non siamo musulmani e mia moglie non porta il velo, cosa che era disposta ad indossare in quanto eravamo noi a voler visitare il loro paese e giustamente ci saremmo adeguati, ma non conoscendo bene la religione avevamo paura di sbagliare qualcosa. Abbiamo quindi rimandato il viaggio per molto tempo, finché ci siamo decisi e devo dire che è andato tutto bene!

A circa cinquanta chilometri da Shiraz, abbiamo visitato Persepolis, una delle cinque capitali dell’Impero achemenide. Quel giorno ci siamo svegliati di buon’ora, per raggiungere l’antica città quando il sole sarebbe stato nella posizione ottimale per una visita, oltre ovviamente a tenere in considerazione il fattore caldo. La città è stata per centinaia di anni sepolta sotto la sabbia, e solo negli anni trenta ha rivisto la luce. Molto particolare l’accesso: una volta arrivati e conosciuta la nostra guida, ci è apparsa all’ingresso una piattaforma con al centro una grande scalinata, che gli antichi potevano percorrere anche a cavallo, e da lì siamo scesi, iniziando la nostra visita in questa città piena di storia.

Altro posto veramente bello, di tutt’altro genere, è il giardino di Fin. Questo giardino è il più antico dell’Iran, credo sia stato completato ancora prima del XVII secolo, ed è famoso anche per l’assassinio di Amir Kabir, il primo ministro della dinastia Qajar. Negli anni trenta è stato indicato come bene nazionale dell’Iran, diventando poi patrimonio dell’umanità riconosciuto dall’Unesco. Ed in effetti il posto merita: pieno di vasche d’acqua, alcune anche con pesci, fontane e giochi d’acqua. Ha una particolarità curiosa, ovvero la presenza di una sorgente naturale situata in un punto grazie al quale vasche e fontane si riempiono senza bisogno dell’utilizzo di pompe meccaniche.

All’interno del giardino è presente anche un piccolo ristorante, dove ci siamo fermati per un pranzetto veloce, provando qualche specialità della casa. Siamo rimasti incuriositi in particolare dall’uso fatto dello yogurt “must”, perché con questo ingrediente abbiamo scoperto che si possono preparare più pietanze. E’ un ingrediente molto utilizzato e funzionale, nella cucina iraniana: essendo denso e cremoso, può essere mangiato abbinandolo al pane anche al naturale, ma spesso è utilizzato per preparare il “tah dig”, un mix di yogurt, riso e tuorlo d’uovo, o viene messo direttamente nei minestroni di verdura e orzo. E per non far mancare al buon cibo una bevanda, si può anche diluire con acqua ed un pizzico di sale creando così la tipica “dùgh”. Non ho dubbi che quest’ultima possa piacere, ma se posso confermare la bontà dei primi, avendoli assaggiati, sulla bevanda non posso esprimermi.

Né io né mia moglie abbiamo avuto il coraggio, magari potete darci voi un feeback!
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