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Francia, Normandia

I luoghi del D-Day

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Molto probabilmente i protagonisti degli sbarchi che ebbero luogo il 6 giugno del 1944 non avrebbero immaginato che a distanza di oltre 70 anni da quei giorni che sono rimasti impressi nei libri di storia, migliaia di turisti si sarebbero riversati ogni anno a visitare i luoghi in cui quegli eventi si sono svolti.

I luoghi sono ottimamente indicati, molte informazioni sono disponibili nelle guide e negli uffici del turismo locali, ma se siete interessati a conoscere veramente a fondo le storie di questi luoghi vi consiglio di prendere parte ad un'escursione giornaliera che vi condurrà attraverso i posti più importanti., accompagnati da una guida che saprà raccontarvi le storie di quei momenti, ma anche gli eventi preparatori e tanti altri annedoti e curiosità.

Da dove iniziare la visita? I luoghi da visitare sono molti e la scelta è anche in funzione del tempo a disposizione. Personalmente suggerisco di iniziare seguendo l'ordine temporale degli sbarchi del 6 giugno 1944 e dunque di iniziare le visite dalle spiagge di Utah Beach e Omaha Beach. Ad Omaha Beach si è svolta la battaglia più cruenta del D-Day in cui persero la vita oltre 3'000 uomini e che venne presto ribattezzata “Bloody Omaha”, sanguinosa Omaha, proprio per sottolineare le forti perdite di vite umane di cui la spiaggia fu teatro. La storia dello sbarco a Omaha Beach è stata magistralmente rappresentata dal regista Stevel Spielberg nel film “Salvate il soldato Ryan”, anche se le riprese non si sono svolte effettivamente sulla spiaggia.

Utah Beach, dove oggi si vedono cavalli al trotto che sfrecciano sulla lunga distesa di sabbia, è la spiaggia che venne scelta dagli alleati per poter prendere possesso il più rapidamente possibile dell'importante porto di Cherbourg e la prima su cui sbarcarono le truppe statunitensi. Qui oggi si trova il monumento ai Caduti e qui è ospitato il museo di Utah Beach, che comprende tra gli altri un vero bombardiere B26, uno dei soli sei esemplari di questo aereo rimasti al mondo.

Uno dei luoghi che mi ha maggiormente colpito tra i luoghi dello sbarco è Pointe Du Hoc. Vista l'importanza strategica di questo promontorio a picco sul mare, i tedeschi vi ospitarono una batteria d'artiglieria. L'assalto al promontorio, una falesia alta oltre 30 metri, venne condotto da 225 rangers che la scalarono con corde e scale sotto il fuoco nemico. Una volta che raggiunsero la vetta, i rangers superstiti trovarono un paesaggio quasi lunare, con veri e propri crateri, che erano stati creati dai pesanti bombardamenti alleati iniziati nella zona già nelle settimane precedenti allo sbarco. Passeggiare tra questi crateri e tra quello che rimane dei bunker è quasi surreale e a mio avviso vedere con i propri occhi i crateri causati dalle bombe, anche se il paesaggio odierno è reso più dolce dal verde dell'erba, è una delle esperienze più toccanti del viaggio.

Un altro dei posti imperdibili tra i luoghi del D-Day è il paese di Sainte Mère de l'Eglise, il primo paese della Normandia ad essere liberato dalle forze alleate. Osservate la Chiesa dall'esterno e vedrete il manichino di un paracadutista. Il manichino ricorda un episodio famoso che vide protagonista per l'appunto un paracadutista e che venne narrato anche nel celebre film “Il giorno più lungo”. Il paracadutista era l'americano John Steele e faceva parte di una divisione che venne paracadutata su questo piccolo paese. Per molti il lancio ebbe un esito tragico, trafitti dalle mitragliate tedesche, oppure morti per l'impatto su alberi e case o anche annegati nelle pianure che vennere fatte allagare dai nazisti. Il paracadutista John Steele rimase impigliato con il proprio paracadute al campanile della chiesa ma si finse morto e grazie a questo stratagemma riuscì a salvarsi. A Sainte Mère de l'Eglise vale la pena visitare l'Airborne Museum. Oltre ad aeroplani da guerra dell'epoca e a numerosi cimeli è stato creato un padiglione interattivo nel quale si può entrare in un aeroplano e vengono riprodotti i suoni e le vibrazioni del motore.

Passeggiando per Sainte Mère de l'Eglise vi chiederete probabilmente cosa rappresenta quel cippo bianco con il disegno di una torcia e la scritta Km 0. Si tratta di uno dei cippi commemorativi disseminati lungo la cosiddetta “Strada della Libertà”, un percorso lungo 1145 chilometri che si snoda appunto tra Sainte Mère de l'Eglise e Bastogne, in Belgio, a ricordo del percorso compiuto dalle truppe del Generale Patton e su ognuno dei quali è riportata l'indicazione dei chilometri percorsi dalle truppe.

Un altro luogo assolutamente simbolico è Colleville sur Mer, dove è ospitato il cimitero americano. L'effetto cromatico del numero impressionante di croci bianche, tutte rivolte verso ovest, in direzione della patria nella quale i caduti non tornarono, che risaltano tra il verde del terreno e il blu del mare rende il luogo assolutamente toccante e nel quale regna un profondo silenzio e un senso di riflessione e rispetto che accompagna tutti i visitatori.

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