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Galapagos

A tu x tu con un pellicano

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Salve a tutti i lettori! Sono qui a scrivervi della mia esperienza in queste isole stupende, sono tornato da poche settimane e già avrei voglia di tornarci! Tralascio tutto il resoconto sui preparativi ed il viaggio aereo, meno male sono riuscito a dormire durante il volo in modo da levarmi molte ore in cui non avrei saputo cosa fare. Sono arrivato sull'isola di Santa Cruz all'aeroporto di Baltra, che in origine era una base militare americana durante la seconda guerra mondiale. Qui ho subito potuto notare i rigidi controlli fatti dagli ispettori doganali sui passeggeri, in particolare per quelli in entrata sul territorio: la maggior parte delle persone che arriva alle Galapagos sono turisti, e i controlli sono eseguiti allo scopo di proteggere la biodiversità del territorio. Qualche turista poco attento o solo poco pratico potrebbe inavvertitamente portare con sé materiale o prodotti che potrebbero dare inizio ad un qualcosa che contaminerebbe la biodiversità del posto, che si cerca di proteggere il più possibile.


L'isola non era come me l'aspettavo, pensavo di trovare un posto spartano, poco civilizzato diciamo, invece ho riscontrato un adattamento rapido per quanto riguarda l'aspetto commerciale verso il turismo ed i turisti. Sono presenti vari piccoli supermarket, case vacanza affittabili da privati o agenzie, ristoranti in cui spendere poco e altri più costosi, e molti negozi per turisti, pronti a vendere souvenir di ogni tipo. Quello che però da noi non si trova è la possibilità di vedere per strada pellicani ed iguane con una semplicità incredibile! Non dimenticherò mai la scena in cui, mentre ero a pranzo in un locale con i tavolini sul marciapiede, in un posto non trafficato, tra la vegetazione sono arrivati due pellicani ed uno, dopo un iniziale momento di diffidenza, si è avvicinato a me fino ad arrivare a tre metri circa. Ho lanciato tra me e lui, per terra, una patatina fritta che ha mangiato e dopo tanta fatica, un lungo tira e molla, sono riuscito a dargliene una direttamente dalla mia mano! E' stato stupefacente!


L'unica tappa che sapevo di dover fare era a Puerto Ayora, alla stazione scientifica Charles Darwin.


Qui è vissuto l'ultimo esemplare di una specie di tartaruga gigante che si credeva estinta, prima del ritrovamento di Lonesome George, George Il Solitario. E' vissuto per circa 100 anni, non si sa l’età esatta, ma purtroppo nel 2012 la specie si è estinta con la sua morte. Per anni i ricercatori del centro hanno cercato di farlo accoppiare con tartarughe simili a lui, ma non c'è mai stato un risultato soddisfacente. Un paio di volte una femmina era riuscita a deporre uova, ma nessuna ha generato vita. Quando sono arrivato lì non sapevo il grande George non ce l'avesse fatta, ed ho trovato un cartello commemorativo, con la sua splendida immagine! Speriamo di non perdere più altre specie!

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