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Il Wadi Rum

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Il Wadi Rum 3
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Avevo letto che spesso nelle riprese cinematografiche, quando serve un'ambientazione desertica, viene utilizzato il Wadi Rum perché ha la particolarità di offrire vari spunti anche al di fuori delle classiche dune. Dopo averlo visitato posso capire il motivo: canyon spettacolari da visitare, montagne rocciose da scalare, antiche pitture e piccoli corsi d'acqua nonostante temperature torride. Sono stato davvero contento di aver fatto questa esperienza, nonostante il poco tempo a disposizione sono riuscito a vedere tante attrazioni mete dei turisti un po' più informati, sempre grazie all'indispensabile aiuto della guida personale senza la quale avrei avuto certamente molte difficoltà.

 

Ho raggiunto il Wadi Rum, conosciuto anche come Valle della Luna a causa del suo territorio, in circa 45 minuti di auto da Aqaba e mi sono recato al centro visitatori, dove ho pagato il costo del biglietto ed incontrato una guida che avevo contattato in precedenza. Purtroppo non avevo trovato qualcuno che parlasse italiano e mi sono accontentato dell'inglese: il mio non è fluente, ma volevo imparare qualcosa e così è stato, anche perché una guida è fondamentale. Da lì si poteva vedere il Jebel Rum, meglio conosciuto come I Sette Pilastri della Saggezza, la più alta montagna rocciosa della zona il cui nome è il titolo di un libro autobiografico scritto da Lawrence d’Arabia, al tempo della rivolta araba contro l'Impero Ottomano.

 

Il pacchetto che ho scelto prevedeva 5 ore di escursione e, dopo un breve briefing in cui mi hanno mostrato su cartina cosa avrei visto da lì a breve, sono partito a bordo del 4x4 insieme alla guida, che faceva anche da autista. C'è la possibilità di non avere una guida, di non scegliere l'auto, ma il cammello, tante opzioni tutte con pro e contro, ma sconsiglio di fare tutto da soli perché se ci si perde si correrebbero seri rischi.

 

Ain Ash-Shallalah, o Sorgente di Lawrence, è poco oltre il villaggio di Rum vicino ad un serbatoio dell'acqua. La guida qui mi ha fatto scendere dall'auto, indicato la direzione e fatto proseguire da solo come previsto, per poi tornare a prendermi successivamente. La salita per arrivare alla sorgente è faticosa, ho impiegato una ventina di minuti circa, ma più che altro è il sole e la temperatura che mettono in difficoltà. Il paesaggio è bellissimo, mentre camminavo mi tornavano in mente i Topolini che leggevo da piccolo, con Qui, Quo e Qua ed il manuale delle giovani marmotte: mi sentivo un esploratore!

Si arriva alla fine in una grotta, con folta vegetazione e acqua che sgorga dall'alto gocciolando tra le rocce. Un luogo che lascia il segno!

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