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Tanzania

Safari e Masai

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Safari e Masai 3
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Safari e Masai 3

Una delle cose più belle della vita è la possibilità di viaggiare, l'ho sempre pensato e sempre lo penserò. Tanto più dopo viaggi come quello che ho appena concluso, in Tanzania, dove non solo ti inebri di momenti magici a stretto contatto con la natura selvaggia, l'istinto di sopravvivenza animale e le strategie di caccia, ma riesci a conoscere una popolazione completamente diversa, con usi e costumi che sembrano di un'altra epoca, e ne trai comunque beneficio, apprezzando le piccole cose quotidiane che normalmente non si ha mai il tempo di fare.

 

Le strade non sono bellissime, ma con la jeep semplici strade sterrate da affrontare sono state il minimo. Ai bordi non è raro trovare gente del posto, anche molti Masai, intenti a vendere quel poco di frutta e verdura che probabilmente riescono a coltivare per proprio conto. A Ngorongoro ho visitato il grande cratere dal diametro di venti chilometri, quel che resta di un antico vulcano la cui cima è collassata e che sarebbe stato più alto del Kilimangiaro, al cui interno ora ospita una varietà di specie animali incredibile. Il posto è un vero paradiso, come per certi versi è il Serengeti dove ho fatto il mio safari fotografico immerso nella natura. Essere a poche decine di metri dagli animali in libertà e vederli muovere nel loro ambiente naturale è un qualcosa di unico e veramente particolare. Anche per un profano come me è facile capire quanto conoscano il territorio e si muovano di conseguenza, a certi orari e in certe condizioni.

Arrivato sul posto con la jeep, la mia guida si è messa in contatto con le altre grazie ad una ricetrasmittente: ogni guida monitorava una zona e quando notava movimento lo comunicava agli altri, in modo da portare sul posto i turisti il prima possibile, cercando quindi di sfruttare ogni occasione. E' stato grazie a questo gioco di squadra che ho potuto vedere un inseguimento, durato poco, di un leone verso una iena che si era avvicinata troppo alla carcassa di un altro animale, non ho ben capito di quale specie, precedentemente cacciata dalle leonesse!

Natura a parte, come dicevo all'inizio, ho particolarmente apprezzato la visita al villaggio Masai, un popolo che vive ancora in capanne messe insieme anche grazie allo sterco, ma che allo stesso tempo ha l'orologio al polso ed il telefono cellulare. Mi è piaciuta molto l'accoglienza che ho ricevuto, sia dal capofamiglia che dalla sua prole e le sue mogli, piena di gioia e felicità. Sono stati tutti entusiasti nel farmi vedere i loro balli e canti tipici e hanno insistito per farmi provare, finché abbiamo tutti riso quando hanno capito che non sarei riuscito a fare nemmeno un passo di danza corretto! Sono negato!

Buon viaggio a tutti!

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